Intervista con la Dott.ssa Laura Alessi

Inauguriamo la rubrica Ten Talking Points con la Dott.ssa Laura Alessi, professionista iscritta al Sitri che svolge attività nel campo della dermatologia, tricologia e medicina estetica a Catania. Un’intervista ricca di informazioni preziose e interessanti nozioni, da leggere con molta attenzione. Per chi volesse contattare la dottoressa può andare a questo link, su cui è presente anche il suo ricco curriculum di studi e esperienze professionali.

Intervista con la Dott.ssa Laura Alessi

1. Esiste una correlazione tra lavaggi frequenti e/o giornalieri e l’eccessiva caduta di capelli e/o l’alopecia androgenetica?

“I capelli di tutti noi cadono fisiologicamente poichè soggetti ad un continuo ricambio: normalmente il capello cade quando il follicolo ha già dato vita ad un nuovo capello che è pronto a sostituirlo. Tutti noi perdiamo dai 10 ai 50 capelli al giorno (70-350 alla settimana), il cui distacco è favorito da traumi meccanici quali spazzolatura e lavaggio. Chi lava i capelli tutti i giorni potrà contare pertanto nel lavandino circa 30-40 capelli a lavaggio, mentre chi li lava più raramente potrà perdere fino a 200-400 capelli. Il concetto chiave è che non vi è alcuna correlazione scientifica tra alopecia androgenetica e lavaggi frequenti. Risulta anzi opportuno lavare i capelli ogni qualvolta se ne senta l’esigenza e non appena si avvertono sensazioni spiacevoli di prurito al cuoio capelluto. Il prurito infatti, con la forfora, rappresenta un segno di dermatite seborroica, una patologia ad andamento recidivante che può velocizzare in soggetti predisposti l’alopecia androgenetica. Ciò che è davvero importante è l’uso costante di shampoo di ottima qualità consigliati dallo specialista, poiché le formulazioni aggressive, danneggiando il fusto, facilitano la disidratazione e la fragilità del capello.” 

2. Tagliare i capelli e/o spuntare spesso le punte rafforza i capelli?

“Il capello cresce in media tra 1 e 1,5 centimetri al mese e se si vuole stimolarne la crescita, l’attenzione va posta non alle estremità, bensì al cuoio capelluto. Pertanto se un massaggio al cuoio capelluto può essere di aiuto poiché favorisce la microcircolazione, un taglio delle punte non velocizza affatto la crescita del capello. Il famoso taglio delle punte infatti riguarda il fusto, ovvero la parte “emersa” del capello, che non è vitale e che non può essere “rinvigorita” in alcun modo.

Se si desidera quindi influenzare positivamente l’andamento del ciclo del capello, si deve agire alla sua base, il follicolo (bulge), regione anatomica dove hanno luogo tutti quei processi fisiologici che determinano la vita, lo sviluppo e la morte del capello. Quindi tagliare i capelli molto corti e molto spesso non li rinforza in alcun modo poiché il taglio che sia radicale o meno, va a recidere il fusto del capello alla lunghezza desiderata, ma non influenza minimamente il follicolo capillare. Il taglio dunque non rinforza il capello: il capello sembra solo più spesso poiché le punte sono fisiologicamente più sottili della radice. Tagliare i capelli non ha alcuna influenza né positiva né in negativa sulla caduta dei capelli.”

3. Il prurito o il dolore al cuoio capelluto sono segni di alopecia androgenetica? Se presenti con costanza a cosa possono essere dovuti?

“Il prurito e/o il dolore al cuoio capelluto non rappresentano una patologia, bensì il sintomo che si può manifestare unitamente ad altre patologie che colpiscono il cuoio capelluto, quali dermatite seborroica, psoriasi, micosi, parassitosi, follicolite, traumi come ustioni o dermatiti allergiche, tricodinia (causata da infiammazione dei muscoli erettori e dei follicoli piliferi, o da infiammazione neuromuscolare della cute e della muscolatura cranica ipersollecitata dalla tendenza a digrignare i denti la notte, patologia nota come bruxismo). Resta inteso che per poter dare una vera risposta andrebbe indagata la causa sottostante. In linea generale possiamo affermare che trascurare e far peggiorare quadri clinici quali dermatite seborroica e/o psoriasi possa causare diradamento e assottigliamento della capigliatura. Si tratta però di fenomeni reversibili con le cure specifiche che solo uno specialista potrà prescrivere. 

Per ciò che riguarda invece l’alopecia androgenetica, va precisato che, vista la natura multifattoriale, spesso è presente una componente infiammatoria del cuoio capelluto con sintomi come dermatite seborroica, dolore e/o prurito. In questo caso però tali sintomi rappresentano una conseguenza e non una causa.”

4. Quando la caduta dei capelli è da considerarsi fisiologica? E quando avviene? In quali mesi dell’anno? Quando invece essa diventa patologica?

“Ogni giorno cadono dai cinquanta ai cento capelli, ma in autunno (picco ad Ottobre) e in primavera (picco ad Aprile) la perdita fisiologica è maggiore. Le cause sono legate ai cambiamenti stagionali e climatici e all’esposizione estiva al sole.

Il capello, che si forma all’interno dei follicoli piliferi, ha un proprio ciclo vitale che dura circa tre anni, con una crescita di circa 1 cm mensile, suddiviso in tre fasi:

  • anagen (fase di crescita)
  • catagen (fase di progressivo arresto delle funzioni vitali) 
  • telogen (riposo e successiva caduta)

Una diversa lunghezza dei capelli fra maschio e femmina fa parte del nostro patrimonio culturale anche per motivi biologici. Sebbene infatti la crescita in lunghezza avvenga nei due sessi quasi alla stessa velocità, nel maschio si ha un ricambio di capelli a velocità tripla di quella che si ha nella femmina (la fase anagen di un uomo dura infatti mediamente circa 3 anni mentre nella donna fra i 6 e i 10 anni; il capello del maschio cade pertanto ad una lunghezza teorica di circa 30-35 cm mentre quello della donna può raggiungere anche i 100-120 cm.). La lunghezza dei capelli è pertanto un attributo importante del dimorfismo sessuale.  

Al termine di questo ciclo il capello viene sostituito dal nuovo pelo che si forma nello stesso follicolo pilifero, così il capello che cade viene prontamente rimpiazzato da quello nuovo in crescita.

Questo meccanismo di turn over fisiologico può alterarsi (eccessiva caduta o poca ricrescita) per molteplici cause:

  • dermatiti (psoriasi, dermatite seborroica)
  • carenza di minerali e oligoelementi dovuta a diete drastiche e/o squilibrate
  • cicli mestruali molto abbondanti
  • malassorbimento o celiachia
  • malattie tiroidee e/o autoimmuni
  • farmaci
  • stress

L’eccessiva perdita di capelli, soprattutto se prolungata nel tempo, è pertanto un campanello d’allarme e può essere un riflesso dello stato di salute della persona o un segnale di una patologia in corso. Non è quindi solo una questione estetica, ma un importante sintomo da decifrare correttamente, attraverso una visita specialistica che miri alla strategia terapeutica più corretta.”

5. Quanto è importante rivolgersi a un tricologo e non avventurarsi in cure “fai da te” o “per sentito dire”?

“La mia pratica clinica negli anni mi ha fatto confrontare con tantissime storie di ragazzi e ragazze e di uomini e donne che, per essersi affidate al rimedio fai da te, al consiglio dell’amico/a e/o della rivista di turno, sono stati vittima di cocenti delusioni, spese inutili, tempo perso e molto spesso purtroppo truffe colossali. Pertanto sottolineo e ribadisco l’importanza e la necessità di rivolgersi ad uno specialista del campo tricologico per affrontare al meglio, in fiducia e sicurezza e con le giuste armi, in primis conoscenza e consapevolezza, la problematica in atto che varia da soggetto a soggetto.”

6. Che tipo di esami ematochimici sono raccomandati per controllare eventuali carenze da integrare al fine di migliorare estetica e salute del capello?

“Il principale interesse per la cura dei capelli è rivolto verso le vitamine e i minerali: tali micronutrienti sono infatti elementi fondamentali per il normale ciclo vitale del follicolo pilifero, poiché svolgono un importante ruolo nel ricambio cellulare, un meccanismo fondamentale per le cellule della matrice del follicolo che sono in  rapida divisione. Un recente studio scientifico ha evidenziato il ruolo di vitamine e minerali nell’alopecia, sottolineando un loro importante coinvolgimento nel normale sviluppo del follicolo pilifero. La carenza di tali micronutrienti può infatti rappresentare un fattore di rischio associato allo sviluppo, alla prevenzione e al trattamento dell’alopecia, che è importante conoscere a fondo poiché modificabile attraverso corrette scelte alimentari quotidiane. 

La vitamina A e il complesso B rappresentano un fondamentale sostegno del metabolismo cellulare: una carenza di riboflavina, biotinafolati e di vitamina B12 è stata associata a perdita di capelli.

La vitamina C rappresenta uno dei più potenti antiossidanti, importante per la sintesi di collagene e per l’assorbimento di ferro a livello intestinale, pertanto elemento chiave per quei pazienti che soffrono di caduta associata a carenza di ferro e/o anemia. Nuovissimi studi invece riguardano la vitamina D, sintetizzata nei cheratinociti dei quali modula la crescita e la differenziazione. Di recente è stata scoperta la sua attività antiossidante e il suo ruolo per lo sviluppo del follicolo pilifero, in quanto una mutazione genetica per il recettore della vitamina D si traduce in una crescita anomala dei peli del corpo, associata di frequente ad alopecia.

La vitamina E invece, oltre al potere antiossidante, risulterebbe efficace nel controllo di alcuni tipi di alopecia su base autoimmune e caratterizzati da una carenza di questa vitamina.

Da ciò capiamo l’importanza di un’alimentazione e uno stile di vita sano, anti infiammatorio ed antiossidante, poiché le cellule del sistema immunitario sono estremamente sensibili al danno ossidativo soprattutto cronico e cronicizzato nel tempo. Uno stile di vita poco orientato al benessere include anche l’assenza di attività fisica (che favorisce la circolazione e l’ossigenazione delle cellule), lo stress cronico (fattore scatenante della perdita dei capelli a causa dell’azione dei radicali liberi) e il poco sonno (durante il sonno l’organismo mette attua processi riparatori all’interno delle cellule).

Parlando di minerali invece, un ruolo fondamentale per la salute dei capelli è dato dal ferro, dal selenio, dallo zinco. La ferritina sierica (proteina che lega il ferro) è considerata un buon indicatore delle riserve totali di ferro corporeo, tanto da essere dato di riferimento in molti studi sulla caduta dei capelli.

La carenza di ferro è una delle più comuni cause di perdita di capelli ma anche di loro estrema fragilità, soprattutto nel sesso femminile.

Il selenio invece, elemento traccia richiesto per la sintesi di molte proteine, risulta, da quanto emerso dagli studi clinici, essere coinvolto nella pigmentazione dei capelli. 

L’alopecia è inoltre, noto sintomo di accertata carenza di zinco, la cui integrazione si traduce in una sana ricrescita dei capelli.

Numerosi studi sottolineano come il deficit di micronutrienti quali ferro, vitamina D, folati, vitamina B12 e selenio siano coinvolti non solo nella caduta dei capelli ma anche nella perdita di pigmentazione degli stessi, fenomeno detto incanutimento, sempre più spesso presente negli studi tricologici.”

7. Quali trattamenti di medicina estetica sono maggiormente raccomandati in termini di efficacia per la salute di capelli e cuoio capelluto?

“Non necessariamente ci si deve sottoporre ad interventi chirurgici come il trapianto per prendersi cura della salute dei propri capelli. E qualora si fosse intenzionati ad effettuare il trapianto comunque vanno eseguiti, preventivamente e successivamente, trattamenti ambulatoriali esenti da ogni minimo effetto avverso, mirati alla massima riuscita dell’intervento stesso ed al mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti. Nel mio studio effettuo con successo sedute di carbossiterapia, ovvero microiniezioni di anidride carbonica che stimolano il microcircolo locale donando maggiore ossigenazione e nutrimento al capello e soprattutto di biostimolazione tricologica. La biostimolazione del cuoio capelluto è un trattamento mininvasivo di medicina estetica, che consiste nell’effettuare tante piccole iniezioni sul cuoio capelluto, indicato non solo per i pazienti con patologie (alopecia areata e androgenetica, defluvium capillorum), ma anche per quei soggetti che presentano diradamento o capelli fini e sottili per natura genetica. Seguo anche molti uomini e donne che si sottopongono a tali trattamenti per esclusivi scopi estetici e per ritrovare salute e bellezza, riflessi in un capello più sano, robusto, ispessito, luminoso e che cresce con maggiore velocità. Viene infatti stimolata la rigenerazione dei follicoli piliferi, con conseguente crescita di capelli più forti e corposi con aumento del diametro del fusto. Il momento in cui possiamo bloccare l’evoluzione della patologia, se presente, e dare grandissimi risultati estetici, è da ricercare ovviamente ai primi segni di sofferenza follicolare, quando ancora essa è asintomatica e non si assiste a caduta dei capelli, ma si riflette esclusivamente in un loro progressivo assottigliamento.”

8. Esistono numerosi tipo di shampoo per cui è complicato orientarsi nella scelta più corretta. Quali sono i parametri da valutare?

“Scegliere lo shampoo più adatto al proprio capello non è affatto semplice. Occorre un’attenta valutazione, meglio se specialistica, di molteplici fattori e caratteristiche del capello e/o cuoio capelluto in esame, poiché essi hanno loro specifiche esigenze e scegliere lo shampoo più adatto significa rispondere ai loro peculiari bisogni.

Lo shampoo è un prodotto cosmetico formulato per l’igiene del capello e del cuoio capelluto, esso deve essere una scelta non solo di tipo igienico ed estetico, ma anche e soprattutto di salute: l’uso cronico dello shampoo sbagliato infatti, potrebbe irritare il cuoio capelluto e/o alterare il film idrolipidico che lo riveste, uno strato protettivo che condiziona molto sia la salute che l’aspetto del capello. 

Chiarito ciò, è importante imparare a leggere l’etichetta di uno shampoo per conoscere la sua composizione chimica e capire se è il prodotto più adatto.

Oltre agli attivi con funzioni specifiche, sono infatti spesso presenti tensioattivi, additivi, schiumogeni e conservanti (parabeni) noti per l’elevata aggressività e per l’effetto irritante nei confronti del cuoio capelluto.

Il pH è inoltre un’ altra importante caratteristica da valutare attentamente: quando si parla di shampoo neutro ci si riferisce a un pH compatibile con quello di cuoio capelluto e fusto capillare. Precisamente i capelli presentano un pH di 3,67, mentre il cuoio capelluto è caratterizzato da un pH meno acido di 5,5.

La scelta di un pH 5,5 compatibile con quello del cuoio capelluto permette di ottenere uno shampoo che non alteri le caratteristiche del suo film idrolipidico, fenomeno che è una delle principali cause di irritazione e di disidratazione dei capelli. Partendo da questi presupposti generali, sarà sempre comunque lo specialista a decidere quale shampoo sia il migliore per la detersione e la cura di ogni singolo tipo di capello, in base alle sue peculiari caratteristiche di natura fisiologica (liscio, riccio, sottile, grasso, secco) e/o patologica (alopecia, defluvium, dermatite seborroica, psoriasi etc.).”

9. Capelli e Alimentazione: esiste una correlazione? Se sì, quale?

“Già Rook sosteneva che diete troppo rigide e mal equilibrate hanno contribuito all’aumento delle alopecie e delle ipotrichie riscontrato negli ultimi anni. Al perdurare infatti di una situazione di malnutrizione si osserva un netto aumento dei capelli in telogen con alterazione del rapporto anagen/telogen e comparsa di segni ematologici tipici della malnutrizione, quali diminuizione di proteine totali, albumina, colesterolo, sideremia, zinchemia, calcemia, magnesemia e vitamine dosabili. Dinnanzi ad un paziente che presenta caduta eccessiva di capelli è quindi importante valutarne le caratteristiche antropometriche ed indagare su eventuali diete, disturbi intestinali, malassorbimento, uso improprio di lassativi o farmaci etc. Nei casi in cui l’aumento della caduta dei capelli non sia legata a malattie specifiche, può essere utile dosare vari parametri ematici, considerando che in tricologia i parametri sierici di normalità sono assai più ristretti di quanto considerato in medicina generale. Fondamentale è a volte assumere integratori con silicio e amminoacidi solforati che rappresentano i mattoni della cheratina, cioè la sostanza che compone e dà corpo ai capelli, vitamine, minerali e antiossidanti.

Fondamentale poi è garantire all’organismo un adeguato apporto di:

  • magnesio, perché accelera i processi del metabolismo delle cellule
  • selenio, che aiuta a conservare l’elasticità della pelle e dei capelli
  • zinco perché protegge la pelle e i capelli e aiuta la riparazione delle cellule.

Sempre più conferme arrivano dagli studi scientifici circa il ruolo chiave di una corretta varia e sana alimentazione per la cura dei capelli, sia in condizioni di patologia che in forma preventiva e di salute e benessere.  La corretta assunzione di ferro (carni rosse, pesce, uova, legumi) in età adulta favorisce la ricrescita e la salute dei capelli. 

Lo zinco (frutta secca, quinoa, legumi, semi oleosi)  è un altro minerale fondamentale la cui importanza è stata già ribadita. Anche la vitamina C (agrumi, fragole, kiwi, peperoni, peperoncino) è fondamentale, sia per il forte potere antiossidante, sia poichè legata all’assorbimento del ferro, minerale fondamentale per la salute dei capelli. 

La carenza di vitamina D (salmone, sgombro, tonno, cereali integrali, nei formaggi, latte e burro, uova) provoca irritabilità, stanchezza, aumenta i livelli di stress ed è legata a forme di alopecia: studi hanno dimostrato che la vitamina D può comportare la crescita di nuovi follicoli, favorendo quindi la nascita di nuovi capelli. 

La vitamina E (frutta secca, verdure, oli vegetali) ha un forte potere antiossidante per cui è un’arma contro lo stress provocato dall’azione dei radicali liberi. 

Biotina e vitamine del gruppo B sono essenziali per la salute dei capelli: la biotina è considerata il rimedio elettivo per rinforzare i capelli e unghia ovvero gli annessi cutanei. 

Un regime alimentare scorretto, sbilanciato verso grassi e zuccheri, può essere causa di carenze, mentre la corretta ripartizione di macro e micronutreienti può di certo aiutare a mantenere  i capelli in ottimo stato di salute e bellezza.”

10. Oggi il trapianto di capelli non rappresenta più un tabù per gli italiani, che sempre più numerosi si sottopongono a tale intervento estetico. Quanto è importante una capigliatura folta e sana per la salute psico-fisica della persona e che impatto essa ha sulla qualità della vita?

“I capelli in ogni epoca storica, in ogni popolo e cultura, sono sempre stati protagonisti di forte simbolismo. Pensiamo subito alla mitologica figura di  Ercole, emblema di forza fisica legata indissolubilmente alla lunghezza dei suoi capelli. Ad oggi questa forte simbologia che associa salute, forza, bellezza ai capelli vive e si alimenta sempre più. La donna utilizza i propri capelli come arma di seduzione, cambiamento, personalità, ma anche il sesso maschile è sempre più attento alla cura del proprio aspetto e i capelli sono sul podio di cure e attenzioni quotidiane. I dati infatti sulle vendite di prodotti cosmetici e di cura dei capelli sono in costante crescita e l’attenzione alla cura della chioma in entrambi i sessi, per motivi anche solo puramente estetici, è il riflesso dell’importanza di una sana capigliatura che attiri attenzione e complimenti per la salute dell’individuo, dove per salute intendiamo quel perfetto equilibrio psicofisico che innalza in modo esponenziale la qualità di vita di ogni singolo giorno.”


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